Che cos'è il cinema se non il più grande gioco di parole tramutato in immagini!?
E' la concretizzazione ad occhi aperti di un sogno... pensato, ragionato, studiato!
E' il mondo in minuti... una storia; l'abilità di un regista di autoscattare le proprie emozioni!
Il regista è un poeta dell'immagine. Vedere un film è come comprare un bacio perugina ed esser curioso di scoprire che frase racchiude dentro!
Vedo un film al giorno... ed ogni volta mi perdo tra i meandri della mia testa che vuole intuire, capire il particolare che non tutti notano...
Mi capiterà - qualora lo vogliate - di recensire quelli che più hanno colpito il mio estro!
lunedì 10 ottobre 2011
Campioni & campioni - Alberto Zuccalà

"Ciao"
"Ciao"
"In pratica siamo degli interni di Psichiatria, stiamo facendo degli studi secondo i quali in situazioni post traumatiche da stress si attiverebbe un particolare gene. Sara ci ha detto che ti trovavi a L'aquila la notte del terremoto, saresti disposto a darci una mano sottoponendoti ad un test?"
"Certo, come posso aiutarvi?"
"Ci servirebbe un campione di saliva"
Ancora non finisco di ridere!!! Gli stavo per rispondere "ma a voi chi vi studia?". Esci di casa e ti chiedono la saliva. Ma dove siamo arrivati?!?! Il bello delle cose strane... Olè!
Eredità!- Carlotta Fai
Andando in giro per vecchie masserie quest'estate ho trovato questo quadretto appeso in quella che un tempo doveva essere la sala da pranzo.. e penso a quello che con gli anni abbiamo avuto in eredità. Non parlo in senso generico,gli esempi si riscontano anche nel quotidiano.. Basti pensare ai genitori che col lavoro di una vita assicurano un tetto sulla testa al proprio figlio che si deve sistemare,e così il figlio,diventato padre,fa lo stesso con suo figlio.. ma l'eredità è anche faccenda di spirito.. I valori della vita,ad esempio,sono eredità dell'educazione e dell'amore ricevuto durante l'infanzia e l'adolescenza,anche se in pratica non si finisce mai di imparare e quindi quel bagaglio di eredità rimane sempre colmo.. sempre colmo di ricchezza.
domenica 9 ottobre 2011
La storia siamo noi - mariagrazia
Si, eletti . Non preferiti. Eletti, cioè ‘’scelti’’ perché liberi! Ci sono persone che sono come il legno degli alberi radicati nel terreno o come il fuoco che segue il vento per alimentarsi ; alcune sono come i nuvoloni delle tempeste che difficilmente si lasciano attraversare dalla luce del sole. Altre invece sono come l’acqua che si scava liberaMENTE la strada anche attraverso le pietre e quando è intrappolata cerca un nuovo varco. L’esercizio della libertà è cosi naturale … come acqua la vita dovrebbe liberarsi e seguire la forza della corrente! Ogni istante mi perviene il più grande invito : quello di esercitare la mia liberta di non essere indifferente, di amare, di cambiarmi, di migliorarmi, di rendermi degna e fiera di un Amore cosi grande e REGALE! Niente propaganda o striscioni però…per vincere queste elezioni basta vivere la nostra storia!Il mio manifesto scrive ’’tutto posso in colui che mi da forza’’.
http://www.youtube.com/watch?v=K-VpPGI2S50
Di freddo in freschezza - Alberto Zuccalà
Grazie per l'umiltà a cui mi costringi senza la quale non potrei meravigliarmi di ciò che mi manca davvero e che aspetto con la cura silenziosa che hanno le rose nell'asciugare le parole. Poggio questo grazie in questa notte fredda fredda, ma mai abbastanza per non divertirmi al ricordo curioso dell'alternarsi inaspettato di grandine, pioggia e pezzi di cielo sparsi qua e là nel pomeriggio (ricorperti in fretta per devozione all'autunno). Concedi il gusto di cambiare stagione anche a me e di gioire ancora nelle tue mani. Grazie per i giovani di questa sera, che cantavano con una freschezza cristallina quel canto che mi ha fatto pensare a tante cose e a quella pagina tenuta sottotono dal mio cuore che ribadiva sulle loro labbra "Sono qui a lodarti, qui per adorarti.."
1254 FILI D’ERBA - Federica (seconda parte)
Trasalì. la sua voce profonda mi colse di sorpresa. >avere tutto qui nella testa< disse indicandosi le tempie con un dito >e non poter vedere neppure un pensiero prender forma! La gente dice che son pazzo! Ma io, prigioniero di me stesso, senza ali me ne volo via!< ero turbato io e non lui, che al contrario sembrava quieto ma al tempo stesso fuori di se. Nel mio silenzio continuò a parlare porgendomi un filo d’erba >i fili d’erba? Li conto! Questo servirà anche te tra qualche anno. Testimoni innocenti della mia tortura. Perché vedi, io so cosa significa avere le ali spezzate ma tu no e presto mi raggiungerai nel tormento. Tu hai paura di me e andrai solo via. Ora dimmi chi è il pazzo tra me e te?< regnò il silenzio tra me e lui. >1252, 1253, 1254…< riprese a contare. Non ebbi il coraggio di rispondere inquietato dalla conversazione. Mi voltai e decisi di andar via, così come aveva detto. Quel pazzo non mi sembrava più così pazzo. Era riuscito a contare 1254 fili d’erba.Riflessione sulla Parola,XXVIII Tempo Ordinario-Carlotta Fai
Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. (Mt 22,1-14)
La Parabola presente nel Vangelo di oggi, sulle nozze del Figlio e l'invito del Padre al banchetto di "grasse vivande, di cibi succulenti e vini raffinati", è senza dubbio l'allegoria del Paradiso, nel cui Regno la festa,il banchetto, la gioia, sono l'atmosfera che lo circonda, volti illuminati dalla Luce Eterna che è anche Bisogno, Necessità, e non mancanza, in un sistema pressocchè contemplativo che non necessità d'altro perchè coloro che siedono alla Mensa non hanno nè bisogno di grasse vivande nè di vini raffinati, in quanto la visione di Dio occupa tutto il loro essere. Ma per averne accesso, tutti possono accedervi. L'ingresso è libero. Dipende solo dalla propria volontà, dipende solo se lo vogliamo o no. Se c'è sul serio interesse. Molti di coloro che erano stati mandati a distribuire inviti ai "prescelti" sono stati scacciati, picchiati, assassinati. Gli invitati di "seconda scelta" invece, li hanno seguiti e sono entrati a far parte molto volentieri. Questo mi fa pensare che l'ingresso non è precluso a nessuno, ma semplicemente che ogni azione dell'uomo prevede delle conseguenze. Dio non punisce,non castiga,non è un padrone senza scrupoli. é la volontà che incatena. Il Signore non ci avrebbe dato libero arbitrio se fosse stato un Dio punitore. E così l'Inferno, le tenebre, là dov'è "pianto e stridore di denti" è la diretta conseguenza del libero arbitrio. C'è ancora un punto. Cos'è l'abito nuziale? La prima lettera ai Corinzi di s. Paolo, cap. 13,vs.1, inizia così: "Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli ma non avessi la carità,sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita". Ecco la veste nuziale. Ecco la Carità. Tutto il resto è nulla. Per esserne vestiti non bisogna far altro che essere come i poveri. "Beati i poveri, gli afflitti e gli affamati".
Crocicchi - Alberto Zuccalà
<<andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli>>
Da quattro punti cardinali, i percorsi di molti, riuniti in uno solo. Negli incroci ci sono le strade e i sogni, i cambi di direzione, gli incontri. Qui, la gente che non ha altre àncore nella testa, buona o cattiva, finisce per avere l'opportunità di essere protagonista in una strada nuova. Gente libera: non rinchiusa dentro la monotonia di una sola corsia, che nella sua vita avverte la mancanza di qualcosa o che, ciò che possiede non è in grado di trascinarla altrove, in un richiamo produttivo. E liberaMENTE, ha l'opportunità di ritrovarsi in un incrocio, un crocicchio e scegliere nuovamente che fare. Ecco l'invito a nozze: il cambiamento.
sabato 8 ottobre 2011
Meredith Kercher - Alberto Zuccalà
Vorrei che il mondo non parlasse tanto quanto parla. Rimbomba nei vicoli a tal punto da non conoscere più il silenzio. Parla con la presunzione di sapere tutta la verità, senza averne le carte, le perizie, gli studi, le sensibilità. Tutta presunzione. E quanto trema quando non è in grado di arrivare alla soluzione o ad una soluzione capace di "giustizia". L'onnipotenza del sentirsi al riparo, "dalla parte giusta" crolla e resta tutto nella sua confusione ancestrale. Ho dentro di me la speranza che da ora qualsiasi libro, giornale, film, spettacolo televisivo... che si proponga di parlare di casi del genere non sia sponsorizzato dai nostri occhi, progettati per questioni più grandi. Riapro questo desiderio con la speranza di non trovarci colpevoli di sentimenti, presunzioni, e irrispetosità non nostre.
Peschi in Fiore - Carlo Barrassi ( non di )
Da Emilio Godìn a Silvia Godiniana : Ho scoperto che in verità è l'attrazione a far si che ci si possa sentir matti, ed io sto ammattendo.
E' l'attrazione nei confronti di qualcuno o qualcosa, qualsiasi "uno" e quasiasi "cosa", a renderci capaci di realizzare l'irrealizzabile-abile-in-partenza.
Ho scoperto che lei ama i peschi in fiore e che di riflesso anche io amo i peschi in fiore, non in quanto massa toccabile e visibile (Non ho mai avuto il privilegio di ammirarne uno in tutta la mia vita); amo i peschi in fiore per come nascono, crescono e appassiscono sulle labbra di lei, e nella sua testolina riccia all'esterno e forse anche dentro. Per come il viso le si illumina parlandone. Ed amo la vergona che prova nell'ammettere quell'emozione.
Parole. Pure e semplici. Peschi in fiore. Senti come suona bene? Intendo proprio nel dirlo. Pesco in fiore. Fiore di Pesco. Fiore. Pesco. In fiore e ancora fiore. Di che colore è un Fiore di Pesco? Rosa? O bianco? Eppure quando ci penso l'unico colore che mi zampilla nella mente è l'arancione. Come l'arancione viscoso di un uovo al tegamino. A dire il vero c'è anche il bianco nell'uovo al tegamino, ed il giallo, eppure è l'arancione che mi si conficca proprio qui all'altezza della tempia. Freccia. L'arancione viscoso di un uovo al tegamino. Proprio quello. L'arancione (che non c'è) di un fiore rosa. Di un uovo al tegamino...Senti?..L'arancione viscoso di un uovo al tegamino. Come suona male. Peschi in fiore suona decisamente meglio. Che soavità ! Però mi fan pensare entrambi all'arancione. Che strano. Che strana cosa, come lei, che strana cosa .
Le incertezze sono fatte apposta per esserci. tu prendi ciò che più ti aggrada e ti soddisfa che poi agli sbocchi ci pensa la vita.
Mbhà - Alberto Zuccalà
Il fatto è proprio quello: più sei stronzo più hai un senso. E crolla il mondo. Tanto intorno ci sono milioni di sistemi solari che continuano a ballare ugualemente. Dicono così. E per farlo hanno bisogno di uno che sia stronzo: un giorno, un motore, un pensiero, un contatto.... Tanto gli aerei intorno decollano lo stesso. Dicono così. E poi finiscono per non avere mai quello che cercano. E' tutto il "valore della conquista"? Mbhà... e dico Mbhà. Perchè mi viene da dire Mbhà. Lascia stare! Mi capisco da solo! Olè!
?- Carlotta Fai

Se tutto il mio essere si potesse sprigionare fuori da questa bolla di carne direbbe.Parlerebbe. Direbbe:"mi sono finalmente svegliato. Ho subito un urto. Qualcuno mi ha spostato. E per poco non cadevo."
E io perchè devo continuamente subire le fiaccole brevi del mio passato? Perchè "a volte ritorna"? Quando voglio eliminarne ogni traccia lo incontro tra le righe di un sogno. Quando non penso che possa esistere un’associazione di eventi tra due parole invece è così. Ok. Ho capito che il passato è indiscutibilmente importante. Bisogna solo imparare a tenerlo a bada quando vuole uscire.. Finora non ci sono sempre riuscita.. Spero di riuscirci in futuro.. Dicevano gli antichi che la sorte conduce l’uomo per vie già determinate. Non credo che la mia sia una e già determinata. Se poi lo sarà,questo non sta a me saperlo...
venerdì 7 ottobre 2011
1254 FILI D’ERBA - Federica (prima parte)
“c'e' un matto in giro con le tasche piene di parole
e sogni che nessuno ha realizzato e non sa coltivare
se non dentro la sua testa vuota e dentro le speranze
di chi non ha mai deciso niente”
>cosa conti?< lo interruppi. Si voltò verso di me a guardarmi con occhi di un castano ridente e divertito. Senza degnarmi di risposta mi rivolse nuovamente le spalle. Mi avvicinai allora incuriosito. Seduto a terra, quell’uomo mi apparve nella sua stranezza. Indossava un pigiama color panna lindo e pulito. Dal suo volto sbarbato sembrava come assente. > sai qual è la peggior tortura per un uomo?< Trasalì. la sua voce profonda mi colse di sorpresa. >avere tutto qui nella testa< disse indicandosi le tempie con un dito > e non poter vedere neppure un pensiero prender forma!
Un minuto - Alberto Zuccalà
Che strano modo di giocare hanno le pioggie. Hanno bucato la mia mente oggi e non riesco a non pensarci. E' il cuore a chiedere che un giorno mi possano somigliare. Soltanto mia. La pioggia. Nelle ore della vanità ricorda qualcuno che non c'è più e provo a ritrovare nei violini. Quelli parlano dentro di me come fanno i nonni che raccontano ai bambini le storie calde e lussuose di illusioni.
Tardive memorie - Sergio Paolilli Treonze

E' morto Steve Jobs. Sicuramente una persona con idee brillanti. Pace all'anima sua. Ma io non voglio parlare di lui. Per giorni ne parleranno i media. All'infinito. E forse è giusto così.
Io invece voglio parlare di altri, dei vivi. Voglio ricordarmi di loro prima che sia tardi. Perchè spendere parole, gesti, monumenti, solo alla morte di una persona che li vale? Perchè, farlo solo quando non può più esserene vivo protagosnista?
Non sarebbe più bello, così come accade per il Nobel, dimostrare ad una persona la nostra stima, il nostro affetto, quando ancora possiamo leggergli negli occhi la commozione per la nostra gratitudine?
Chi di voi ha atteso troppo, per dire ad una persona, "grazie", "ti voglio bene", "ti stimo"? Quel troppo che poi ti fa rimpiangere di non averlo fatto "in tempo"...
Così oggi io esprimo la mia gratitudine a chi mi ha creato; a chi mi ha guidato nella crescita; ai miei genitori, ai capi scout; ai miei insegnanti; ai miei amici di adolescenza e a quelli di oggi. A mia moglie e ai suoi genitori per averla fatta così; ai miei nonni; a mio fratello, ai miei zii e cugini. A tutti quelli che hanno riempito e riempiono la mia vita.... a quelli che mi hanno aiutato in momenti difficili, a chi mi è ancora vicino. A tanti... E anche se non li raggiungerà, preferisco comunicare il mio grazie (ora che sono vivi) anche a De Gregori, ai Pink Floyd, ai Dire Straits, a Stefano Benni, a Bill Gates, a chi studia per il progresso della scienza e dell'anima....
Per ultimo, a comprendere il tutto, grazie a Dio.
E a te, lettore: grazie! Con l'invito a fare, da oggi, le tue manifestazioni di stima e gratitudine a chi hai ancora la possibilità di abbracciare.
giovedì 6 ottobre 2011
Il guardatore - Carlo Barrassi (il guardante)

Finestre aperte.
Porte aperte.
Non guardarci dentro.
Angoli bui e confusione.
Sono io che osservo il passante,
passeggero che viaggia,
senza movimento.
Realtà di acqua
penetrabile e asciutta.
I bambini che giocano sulla strada.
Frantumi di inquitudine.
Mattine torride e stagnati.
Raccontami i colori dell'aria,
e della luce anche.
Paesaggi del Nord,
e chiarodiluna nascosti dalla condensa.
Oltre gli occhi ed i pensieri c'è l'anima.
Con il cavo nella mente - Alberto Zuccalà
Ascoltavo la canzone "Sono il disprezzo" (premetto che "live", nello stanzino infarcito di fili elettronici e di amplificatori "a retu la benzina ti li cinate, nanzi la palestra" ha un effetto centomilavolte più vulcanico) ammetto che mi piace moltissimo per l'accostamento di un "disprezzo" capace di avvertire la pelle sfatta di un ipotetico "intimo umano" per sparargli in faccia un eccellentissimo "vivi". Bravi i "jack in the head", Matteo & Wolly! (L'album è scaricabile gratuitamente. Cercatevelo!).
Emmobbasta!- Carlotta Fai
Sto odiando i post nostalgici sulle "vecchie generazioni" cresciute a pane e pomodoro,a giochi per strada,a "io non avevo il cellulare e stavo benissimo". Scusate ma voi non siete li stessi che fanno la fila per comprarsi l'ultimo Iphone,la Wii,la Playstation,l'Xbox,l'I-Pad,l'I-pod,il navigatore,la webcam 3D,l'orologio che fa il caffè,lo srotola cartaigienica elettrico?? Perchè giudicare i ragazzi? Noi almeno un'alternativa l'abbiamo avuta. Loro sono nati già in culle videosorvegliate,con il pannolino con i tergicristalli elettrici. Quei tempi non li hanno vissuti. Noi si. E se si stava meglio quando si stava peggio,e lo pensate seriamente,rinunciate a tutte le comodità supertecnologiche che avete. No?
Regali dai decolli - Alberto Zuccalà
L'importante è volare! Confesso che a volte è stato anche un mio desiderio martellante. Un pò per la faccenda mielosa del sentirsi più leggeri e un pò per quella che brutti o belli che siamo in cielo diventiamo tutti bellissimi per definizione. Ma di colpo ho capito che pur restando il cielo anche da lì è lecito bucare i venti per esigenze maledettamente non prorogabili. E finchè è merda di piccione ok. Ma se è merda di dinosauro come faccio a non riaprire la macchina preoccupandomi per davvero per chi può abitare intorno a me? Olè!
mercoledì 5 ottobre 2011
La macchina del tempo - Sergio Paolilli Treonze
Una birra, dopocena, con un amico. Nulla di strano se non fosse che non lo facevo da circa 10 anni. Certo, ci eravamo sentiti, ma viviamo ormai in cittá diverse, e di rado ci si vede. Poteva essere la classica situazione in cui si riflette sul tempo che passa, su cosa é cambiato... Invece con la massima naturalezza, ci siamo ritrovati come 10 anni fa, davanti a due birre a parlare delle nostre ultime esperienze,viaggi, problemi. Come se la nostra frequentazione non si fosse mai arrestata. Come se la vita non ci avesse portato in posti diversi. Il tempo passa, ma ci sono cose su cui non lascia segni; un'amicizia non invecchia. Se ci ritroveremo fra 20 anni, ne sono certo, la birra avrà lo stesso sapore e ci ritroveremo a berla ridendo alle stesse stupide battute, 20enni di 60 anni. Sono poche le cose che sai di poter ritrovare come le hai lasciate tanto tempo prima. É bello vedere che il tempo ti matura, ma non ti doma.
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