venerdì 11 dicembre 2015

La scrittura di Maria Valentina Mancosu nell'arena del tendone - Alberto Zuccalà





Il 9 luglio 2015, viene pubblicato sulla piattaforma KDP Italia di Amazon, il racconto breve Prima che sia troppo tardi di Maria Valentina Mancosu.
Quali avvenimenti, l’hanno portata ad avvicinarsi alla scrittura e perché scegliere il self-publishing?

Buonasera, innanzitutto, ringrazio il blog Idee in CANTIere & in LIBERAmente ...ECCO IL CLAN DEL TENDONE!

 per avermi dato l’opportunità di essere, oggi, qui con voi. Sono lietissima di fare la vostra conoscenza e di provare a rispondere a ogni vostra domanda, si spera, nel migliore dei modi.
Dunque, la scrittura è stato per me quell’incontro inatteso e meraviglioso che ha saputo chiarirmi una volta per tutti chi nella vita volevo essere e cosa volevo diventare.
Prima di iniziare la mia avventura come writer, ero iscritta ad un corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche applicate ad apprendimento e salute psicosociale e ad un certo punto, per puro caso e senza averlo preventivato, cominciai a frequentare uno dei tanti siti web dedicati a chi desidera coltivare la passione per la scrittura e presi a scrivere racconti. In poco tempo, mi accorsi che quelle esperienze, non erano solo degli hobbies profondamente gratificanti. Sentivo che qualcosa in me stava cambiando. Aspirazioni da sempre rimaste inascoltate, stavano prendendo piede facendo nascere nuovi desideri e aspirazioni che decisi di assecondare perché non volevo ieri, e non voglio oggi, vivere una vita di rimpianti per essermi intestardita a percorrere una strada che in fondo, non mi appartiene. Per quanto bellissime siano le scienze psicologiche e per quanto io in altri periodi esistenziali le abbia amate tanto, sono certa che non sia quello il mio futuro e non  provo nessun pentimento per aver interrotto quel percorso accademico che non mi rendeva più felice. Ci sono dei casi nei quali bisogna avere il coraggio delle proprie scelte, anche se le decisioni prese possono deludere chi, per noi, aveva sperato diversamente: nulla, mi ha avvicinato agli altri come l’esperienza dello scrivere consentendomi al contempo di coltivare un miglior rapporto con me stessa. Mi sento finalmente viva come prima d’oggi non lo ero mai stata! Grazie alla poesia, poi, ho trovato “un senso speciale di Dio” più etico e spirituale che religioso, devo dire. Perché in fondo, resto pur sempre un’atea simpatizzante per Dio. Ho pubblicato scegliendo il self-publishing perché riconosco in questo fenomeno la soluzione ideale per chi, come me ad esempio, è abituato a far tutto da sé. Prima che sia troppo tardi è un ebook completamente auto-prodotto.

Maria Valentina, ci spieghi meglio: che significato ha per lei la scrittura? Come ha vissuto l’esperienza del self publishing?

La scrittura è tutto per me. Chissà quante volte, avrete sentito pronunciare questa frase!
Eppure, vi assicuro che per me, è davvero così! Scrivo per avere la possibilità di diventare tutto ciò che desidero e visitando tutti i mondi possibili, giungere perfino ad esplorare quelli impossibili.
Scrivo. Consapevole che l’arte del narrare non consiste nel confezionare situazioni ad hoc studiate per raccogliere consensi. Lo scrittore odierno riveste un ruolo fondamentale che si riassume nel dovere di divulgare nel mondo l’Etica dei poeti. Perché, poi, ogni scrittore, writer o story teller che dir si voglia, che ne sia consapevole o meno, sotto sotto è un poeta. Fare poesia, non significa soltanto scrivere in versi. Quella, è solo la punta dell’iceberg. Imprescindibili saranno le regole della metrica poetica, senza le quali non potrà esserci poesia, ma ancor prima di tutto questo, bisognerà essere disposti ad aderire a un’etica valoriale che sfugga al comune sentire del mondo. Questi valori, non devono sortire l’effetto di allontanare il poeta dal mondo, o di sopraelevarlo, ma anzi, esso con umiltà sarà chiamato ad avvicinarsi a ogni anima creata così come a ogni aspetto della realtà, cosciente del fatto che non può in alcun modo esimersi dalla propria importante missione esistenziale. Ciò che ad ogni altro non sia richiesto, per il poeta costituirà una sfida. (Mentre scrivo queste parole, pur credendo sinceramente alle mie affermazioni, ammetto al contempo di non mancare neppur io di qualche importante zona d’ombra!)
Sull’argomento self publishing, mi sento di dire che è l’esperienza ideale per chi, come me da sempre, è abituato a gestire ogni aspetto di ciò che lo riguarda… diventare un’autrice, mi ha al contempo avvicinata all’importanza di acquisire le competenze utili per l’utilizzo dei programmi di fotoritocco o a quelle necessarie per realizzare il book trailer del mio prodotto editoriale il quale, attualmente, è in lavorazione.
Con il self publishing sto vivendo esperienze positive, come quelle appena descritte, ma anche fortemente negative…

 Quali?

Mi riferisco alle esperienze vissute con colleghi scarsamente collaborativi sui social networks. Sappiamo bene quanto le reti sociali virtuali siano fondamentali per gli scrittori in genere, ma più ancora per quelli esordienti… Io, non appartengo al triste e notissimo club, “La bacheca è mia!”…è cosa risaputa che attraverso la pagina ufficiale del mio ebook che porta lo stesso titolo del prodotto digitale al quale si dedica, mi sia presa per mano con numerosi grandi artisti. Alla base di queste scelte, c’è un principio molto semplice: i miei lettori, possono conoscere coloro ai quali mi accompagno, al contempo io, ho la possibilità di conquistare il loro target di lettori!
Le invidie nel nostro mestiere, non portano da nessuna parte… naturalmente, se i colleghi vendono, son sinceramente felice, come penso lo siano loro per me!

Nelle domande precedenti, ci ha spiegato che per lei la poesia è un’esperienza molto importante: perché scrivere poesie? Che cosa è l’esperienza poetica per lei?

Ho iniziato a scrivere poesie per poter offrire a me stessa la possibilità di coltivare quello sguardo sul mondo e sulle cose che nient’altro avrebbe potuto darmi, sperando al contempo che anche il lettore che mi avesse incontrata nell’intimo sentire di una particolare opera, potesse vivere, con me, come con altri poeti, qualche bella esperienza.
Certo, carmina non dant panem. In italia,  chi scrive poesia, è in maggioranza rispetto a chi la legge. Ciò è un vero peccato! Dovremo avvicinarci di più ai versi… se dovessi dare una definizione di poesia, vi direi che essa, è un tessuto cangiante di divine rivelazioni.

Prima che sia troppo tardi è una short story. Perché questa scelta?

Ho scritto una storia breve, avendo la forte convinzione che narrare bene non debba necessariamente significare scrivere a lungo. Le short stories, poi, potrebbero potenzialmente avvicinare chi non legge al meraviglioso mondo dei lettori… leggere è un’esperienza che mettendo a disposizione di noi tutti strumenti importanti, promuove la qualità della vita, facendoci crescere nel migliore dei modi e consentendoci di sognare… i sogni, sono irrinunciabili!
Tornando ai pregi dei racconti brevi, c’è anche quello che essi sono fruibili in ridotti lassi di tempo come quelli di una pausa pranzo. Possiamo goderne assieme a un caffè, o, se si preferisce, con una buona cioccolata!  

 Ci parli un po’ del suo racconto…

Prima che sia troppo tardi è una storia, che seppur breve, è densa e di notevole complessità.
Ed è  costellata di “grandi amori”, (tutti i protagonisti delle vicende narrate, si vogliono bene!) fa eccezione Berta, l’orribile nonna della protagonista Viola Dell’amore: l’anziana, è una donna spietata che non conosce sentimento… comparirà negli episodi successivi del racconto combinandone delle belle!
In generale, Prima che sia troppo tardi è una storia unconventional che si pone l’intento di trasmettere valori buoni e positivi e di combattere alcuni stereotipi fin troppo tristemente diffusi… le vicende narrate saranno molto apprezzate da chi nella vita, ha sempre creduto che fosse importante avere il coraggio delle proprie scelte! Come tutte le storie non facili è anche molto dolorosa…



Maria Valentina, quale risposta darebbe alla domanda chi sono?

Wow! Che domandone…
Beh, potrei dire di essere una persona semplice che, al contempo, non manca di avere le sue significative complessità e contraddizioni…
Sono un’amante della vita resa prigioniera soltanto dei propri limiti corpore  i: non deambulo. Alla sedia a rotelle va ad aggiungersi una tetraparesi di tipo dispercettivo, che dandomi, in determinate situazioni, un’anomala percezione dello spazio fisico complica molto il mio quotidiano.
Ho un carattere solare e ottimista, nonostante la vita, mi abbia riservato delle batoste anche nelle relazioni amicali. Ma questo, capita a tutti…
Alcune mie viscerali passioni, sono notissime fra le persone che mi conoscono come quella per i glitters e, in generale tutto ciò che “brilla e sfavilla” e che può essere utilizzato a scopo ornamentale o, ancora, quella per le pin ups disegnate dai grandissimi
maestri dell’erotismo, come Milo Manara, Roberto Baldazzini e Adriano De Vincentiis. Da quando ho cominciato a scrivere, ho iniziato insieme  ad apprezzare “gli universi collaterali” della scrittura che mi hanno avvicinato alla creazione di video e  covers… a proposito di queste ultime, se dovessi commercializzare le mie, il prezzo di vendita sarebbe tale per cui, gli autori che avessero i propri ebooks al prezzo di novantanove centesimi, riuscirebbero a recuperare il costo sostenuto per acquistare la copertina con appena un paio di copie o poco più… cosi, penso dovrebbero andare  le cose quando si parla di libri elettronici…

 Oltre al prodotto digitale Prima che sia troppo tardi, dove è possibile leggere altre sue opere?

L’esclusiva web dei miei componimenti poetici è del sito Scrivere.info.
Vi propongo la lettura di Vorrei tornare opera che nel sito Poesia nuova (collegato a Scrivere) il giorno 25 novembre 2015, mi ha resa autore del giorno per la quarta volta


Il giorno prima, invece, ho ricevuto una stupenda notizia: un mio racconto breve, Quando piangiamo d’amore, (il quale è a dir poco originale!) è entrato a far parte, assieme alle opere degli altri partecipanti, dell’antologia dedicata al concorso letterario Carta bianca che, per quest’anno, si è recentemente concluso. Sono stata scelta anche con un aforisma. Il prossimo 20 dicembre, si conosceranno i vincitori per le varie sezioni…


 Vuole dirci ancora qualcosa, prima che ci salutiamo?

Sì. Nel ringraziarvi ancora per quest’intervista, vi saluto con quello, che fra i miei aforismi, è un assioma esistenziale:
“Sul provenire dal pianeta abilità diverse, per sincera profondissima convinzione, per amore e non per masochistica perversione, vi dico “meglio a me questa sorte” che a qualsiasi altra anima creata intorno!”.
La mia sorte avversa, è dovuta più alle dispercezioni che caratterizzano la tetraparesi che mi affligge che non alla sedia a rotelle… la sintomatologia dispercettiva mi porta ad avere una molto particolare percezione dello spazio fisico intorno per cui, le altezze della seduta da terra che per un normodotato non sarebbero problematiche, per me diventano drammatiche… le dispercezioni, poi… richiedono accorgimenti particolarissimi, come ad esempio chiudere lo spazio fisico con lo schienale di poltrone o sedie… spesso, vorrei che intorno, si capisse maggiormente che le dispercezioni che non scompaiono e non si possono cambiare più di tanto, esigono attenzioni speciali!

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