Domanda difficilissima. Avrei preferito la busta di riserva. Non si usa più? Che peccato! Chi sono? Beh, un ragazzo normalissimo (ehm dai, non facciamo i pignoli sull’età!) che crede nella cultura e ha un piccolo sogno: rendere la storia meno noiosa, recuperare la nostra memoria partendo dal basso, dalla gente, e raccontare con parole semplici ciò che abbiamo perso. Uno stadio, una chiesa, una piazza, un parco...le nostre abitudini e le nostre tradizioni.
2.Di cosa si occupa il tuo libro?
Beh, io lo definisco "saggio storico
diverso" perché esamina gli avvenimenti bellici in Campania dal punto di
vista dell'arte, dei monumenti, delle tradizioni e della cultura deturpata,
distrutta o violentata durante la seconda guerra mondiale. Il problema è che
abbiamo perso caffè storici, stadi, chiese, Madonne, archivi, biblioteche,
pezzi importantissimi di regge, teatri, ponti, etc. Va da sé che qualcuno si
chiederà perché la Campania, e perché si dovrebbe leggere un libro specifico di
questa regione. Semplice. La ricerca ha evidenziato che il ruolo strategico di
Napoli, e del resto dei centri della regione, fu tale da convertire questa
vasta area in terribile esempio per il resto del Paese. Non è leggere della
Campania....è leggere dell'Italia e dei suoi tesori rubati, violentati o
distrutti dalla cieca stupidità della guerra.
3.I
caduti di pietra è quindi la dimostrazione che in guerra non cadono solo
militari e civili, ma anche e soprattutto le testimonianze dei popoli, le
tradizioni, le caratteristiche, i luoghi simbolo, in poche parole i“beni culturali”.
Si, e come
dimostra il conflitto in Siria, per annullare un popolo devi cancellare la sua
cultura che è costituita da monumenti, tradizioni, luoghi simbolo,
archeologie,strade, piazze, luoghi di culto e paesaggi. E' ciò che avvenne
durante la Seconda Guerra Mondiale, anche se molti credono sia una tecnica
"moderna", creata dai mostri dell'estremismo religioso. Invece no.
Questa nefandezza sorge nel lontanissimo passato, e si rinvigorisce con la
creazione dell'arma aerea, quindi già dalla Prima grande guerra. Poi con la
seconda, si raggiunse l'apice della crudeltà. Inoltre vorrei precisare che
preferisco il termine PATRIMONIO ARTISTICO. Questo vecchio termine, patrimonio,
racchiude in sé tutta la bellezza di un'eredità lasciata dal passato, e non si
limita al solo valore economico indicato con il termine moderno di beni
culturali. Per me una piazza, una chiesa, un bar storico, un lungomare, uno
stadio, una reggia, rappresentano un patrimonio e la mia tradizione.
4.Puoi svelarci qualche curiosità sul libro?
Non mi interesso di
calcio, ma pensare che oggi ancora vi sono polemiche stupidissime tra squadre
rivali anche sulle "proprietà" di un team e sapere che il calcio
Napoli non ha uno stadio di proprietà perché quello che aveva fu abbattuto a
causa dei bombardamenti, ecco mi da fastidio. E infastidisce non per la
questione in sé, ma semplicemente perché evidenzia quanto si è perso in termini
di memoria. Inoltre pur non essendo un tifoso, capisco che ciò che è stato
perso in quel terribile periodo ha ancora evidenti ripercussioni oggi. Inoltre
pensiamo anche ai furti perpetrati nelle regge, o ad intere basiliche storiche
praticamente distrutte come quella famosissima di Santa Chiara, e ancora a
tradizionali luoghi di ritrovo persi per le bombe, come il caffè Vacca, e
allora il quadro di completa in un libro che vuole raccontare la
"normalità bruciata dalla brutalità". Più chiaro di così...
5.Quale messaggio vuoi trasmettere ai tuoi lettori con
il tuo libro?
Uno semplice. Superate il luogo comune della storia
noiosa. Molti libri, mattoni come dico io, sono purtroppo noiosi e spesso sono
quelli che ci rifilano da studiare. Ma chi vuole solo leggere per informarsi, e
anche per svagarsi con la lettura, può trovare libri ugualmente scritti con
criterio scientifico ma più leggeri e con storie più vicine a noi cittadini
comuni. Il mio è uno di quelli, con la novità del ribaltamento della
prospettiva d'analisi di quel periodo. Alla fine è un racconto, non un romanzo
attenzione, di fatti in cui facilmente immedesimarsi e che lasciano lunghe
riflessioni e un fervido nuovo interesse per i nostri luoghi del cuore. Spesso
lo dimentichiamo, ma in Italia si cammina letteralmente sulla storia. Basta
"pestare" una delle vie create dai romani ! Questo ci sta rendendo
troppo assuefatti, per cui qualche libro di storia che racconta con leggerezza
certi episodi, come I CADUTI DI PIETRA, può far riaffiorare la voglia di
conoscere meglio il nostro Paese, e ciò che giornalmente snobbiamo.
6.Ci regali un passo tratto da I CADUTI DI PIETRA?
«...I
bombardamenti a tappeto non prevedevano solo la distruzione delle
infrastrutture e degli obiettivi militari, ma si prefiggevano soprattutto di
distruggere il morale delle popolazioni colpite attraverso la cancellazione
delle basilari strutture civili di una città: palazzi, ritrovi, piazze, monumenti,
trasporti, uffici, fabbriche, chiese. Nulla fu lasciato al caso, né alla
pietà...»
In
queste poche parole si può comprendere la profondità di una tragedia che,
credo, dovremmo sforzarci di evitare in futuro. Lo si può fare solo ricordando
gli errori del passato, la storia, l'esperienza, quella che da bambini ci ha
insegnato che toccare il fuoco fa male....molto male. Ma il fuoco continua a
piacere e ad essere utile. Perché non facciamo lo stesso con la nostra storia ?
Buona lettura a tutti.
Ciao, mi
chiamo Monica, ho 42 anni e vivo in provincia di Monza con il marito e due
figlie.
Da quanto tempo scrivi?
Da parecchi
anni. Ho iniziato, come la maggior parte delle adolescenti, con il diario
segreto. In seguito ho cominciato a inventarmi brevi racconti che, per evitare
che venissero letti dai miei genitori,nascondevo
in ogni parte della casa. Li ho nascosti talmente bene che non li ho più
ritrovati nemmeno io. Ora mi pento della mia paura, quanto darei per poterli
riavere e rileggere. Dopo una pausa di qualche anno, ho ricominciato a scrivere
racconti e “solo” sei o sette anni fa mi sono cimentata nel mio primo romanzo
che al momento sta ancora decantando nel disco del computer.
Qual è stata la tua prima pubblicazione?
“Fidati di
me” è il secondo romanzo che ho scritto e, nell’agosto del 2014 è stato
pubblicato in versione ebook da Libromania.
Come è nato questo romanzo?
Dopo aver letto "L'abbazia di Northanger" di
Jane Austen mi sentivo ispirata e ho provato a scrivere una storia dove la
protagonista fosse costretta a vivere con un estraneo. Doveva essere una storia
d'amore, ma le cose sono cambiate durante la stesura del romanzo e si è
trasformato in un giallo, pur mantenendo la storia romantica. Credo possa
rientrare nel genere romantic suspense, anche se la CE lo ha inserito nella
categoria gialli e thriller.
Hai un genere
letterario che ritieni più affine a te o uno che invece non ti appartiene?
Dipende se intendi per la lettura o la scrittura. Per
quanto riguarda la lettura mi piace qualsiasi genere, ma il mio preferito è
l’horror, che però non riesco a scrivere. Non riesco a immaginare una storia
spaventosa da poter raccontare. Mi piacerebbe, ma al momento preferisco leggere
quelle degli altri. Quando scrivo esce sempre la mia vena romantica e al
momento mi sta bene così.
Altri progetti?
Ho pubblicato un secondo romanzo da self, intitolato
“Datemi un sogno in cui vivere”. Mi sono chiesta cosa sarebbe successo se
avessi avuto la possibilità di vivere davvero il mio
romanzo preferito. Ho provato a immaginarmi nell’Inghilterra del 1800 al posto
di Elizabeth Bennett in Orgoglio e Pregiudizio, ma mi sono resa conto di
preferire una semplice lettura, tenendo i piedi per terra. Allora mi sono
immaginata la storia di una coppia all’apparenza felice. La ragazza entra nel
suo libro perché preferisce vivere la fantasia invece che la vita reale con il
fidanzato, ma le cose non vanno come aveva immaginato. Solo che quando torna da
lui, le dice “picche”. Da qua sono partita con l’idea per il romanzo.
Ora sto editando “Fidati di me” per la versione cartacea
che autopubblicherò a breve. Penso anche di rispolverare il mio primo romanzo
che andrà rifatto da capo. L’idea mi piace ancora e non la voglio tenere
nascosta, ha solo bisogno di un nuovo look. Sto anche lavorando a una raccolta
di racconti.
Grazie Monica per il tempo che ci hai dedicato, in bocca
al lupo per i tuoi progetti.
Il
9 luglio 2015, viene pubblicato sulla piattaforma KDP Italia di Amazon, il
racconto breve Prima che sia troppo tardi di Maria Valentina Mancosu.
Quali avvenimenti, l’hanno portata
ad avvicinarsi alla scrittura e perché scegliere il self-publishing?
Buonasera,
innanzitutto, ringrazio il blogIdee in
CANTIere & in LIBERAmente ...ECCO IL CLAN DEL TENDONE!
per avermi dato l’opportunità di essere, oggi,
qui con voi. Sono lietissima di fare la vostra conoscenza e di provare a rispondere
a ogni vostra domanda, si spera, nel migliore dei modi.
Dunque,
la scrittura è stato per me quell’incontro inatteso e meraviglioso che ha
saputo chiarirmi una volta per tutti chi nella vita volevo essere e cosa volevo
diventare.
Prima di
iniziare la mia avventura come writer, ero iscritta ad un corso di laurea in
scienze e tecniche psicologiche applicate ad apprendimento e salute
psicosociale e ad un certo punto, per puro caso e senza averlo preventivato,
cominciai a frequentare uno dei tanti siti web dedicati a chi desidera
coltivare la passione per la scrittura e presi a scrivere racconti. In poco
tempo, mi accorsi che quelle esperienze, non erano solo degli hobbies profondamente
gratificanti. Sentivo che qualcosa in me stava cambiando. Aspirazioni da sempre
rimaste inascoltate, stavano prendendo piede facendo nascere nuovi desideri e
aspirazioni che decisi di assecondare perché non volevo ieri, e non voglio
oggi, vivere una vita di rimpianti per essermi intestardita a percorrere una
strada che in fondo, non mi appartiene. Per quanto bellissime siano le scienze
psicologiche e per quanto io in altri periodi esistenziali le abbia amate
tanto, sono certa che non sia quello il mio futuro e non provo nessun pentimento per aver interrotto
quel percorso accademico che non mi rendeva più felice. Ci sono dei casi nei
quali bisogna avere il coraggio delle proprie scelte, anche se le decisioni
prese possono deludere chi, per noi, aveva sperato diversamente: nulla, mi ha
avvicinato agli altri come l’esperienza dello scrivere consentendomi al
contempo di coltivare un miglior rapporto con me stessa. Mi sento finalmente
viva come prima d’oggi non lo ero mai stata! Grazie alla poesia, poi, ho
trovato “un senso speciale di Dio” più etico e spirituale che religioso, devo
dire. Perché in fondo, resto pur sempre un’atea
simpatizzante per Dio. Ho pubblicato scegliendo il self-publishing perché
riconosco in questo fenomeno la soluzione ideale per chi, come me ad esempio, è
abituato a far tutto da sé. Prima che sia troppo tardi è un ebook completamente
auto-prodotto.
Maria Valentina,
ci spieghi meglio: che significato ha per lei la scrittura? Come ha vissuto
l’esperienza del self publishing?
La
scrittura è tutto per me. Chissà quante volte, avrete sentito pronunciare
questa frase!
Eppure,
vi assicuro che per me, è davvero così! Scrivo per avere la possibilità di
diventare tutto ciò che desidero e visitando tutti i mondi possibili, giungere
perfino ad esplorare quelli impossibili.
Scrivo.
Consapevole che l’arte del narrare non consiste nel confezionare situazioni ad
hoc studiate per raccogliere consensi. Lo scrittore odierno riveste un ruolo
fondamentale che si riassume nel dovere di divulgare nel mondo l’Etica dei
poeti. Perché, poi, ogni scrittore, writer o story teller che dir si voglia,
che ne sia consapevole o meno, sotto sotto è un poeta. Fare poesia, non
significa soltanto scrivere in versi. Quella, è solo la punta dell’iceberg.
Imprescindibili saranno le regole della metrica poetica, senza le quali non
potrà esserci poesia, ma ancor prima di tutto questo, bisognerà essere disposti
ad aderire a un’etica valoriale che sfugga al comune sentire del mondo. Questi
valori, non devono sortire l’effetto di allontanare il poeta dal mondo, o di sopraelevarlo,
ma anzi, esso con umiltà sarà chiamato ad avvicinarsi a ogni anima creata così
come a ogni aspetto della realtà, cosciente del fatto che non può in alcun modo
esimersi dalla propria importante missione esistenziale. Ciò che ad ogni altro
non sia richiesto, per il poeta costituirà una sfida. (Mentre scrivo queste
parole, pur credendo sinceramente alle mie affermazioni, ammetto al contempo di
non mancare neppur io di qualche importante zona d’ombra!)
Sull’argomento
self publishing, mi sento di dire che è l’esperienza ideale per chi, come me da
sempre, è abituato a gestire ogni aspetto di ciò che lo riguarda… diventare un’autrice,
mi ha al contempo avvicinata all’importanza di acquisire le competenze utili per
l’utilizzo dei programmi di fotoritocco o a quelle necessarie per realizzare il
book trailer del mio prodotto editoriale il quale, attualmente, è in
lavorazione.
Con
il self publishing sto vivendo esperienze positive, come quelle appena
descritte, ma anche fortemente negative…
Quali?
Mi
riferisco alle esperienze vissute con colleghi scarsamente collaborativi sui
social networks. Sappiamo bene quanto le reti sociali virtuali siano
fondamentali per gli scrittori in genere, ma più ancora per quelli esordienti…
Io, non appartengo al triste e notissimo club, “La bacheca è mia!”…è cosa
risaputa che attraverso la pagina ufficiale del mio ebook che porta lo stesso
titolo del prodotto digitale al quale si dedica, mi sia presa per mano con
numerosi grandi artisti. Alla base di queste scelte, c’è un principio molto
semplice: i miei lettori, possono conoscere coloro ai quali mi accompagno, al
contempo io, ho la possibilità di conquistare il loro target di lettori!
Le
invidie nel nostro mestiere, non portano da nessuna parte… naturalmente, se i
colleghi vendono, son sinceramente felice, come penso lo siano loro per me!
Nelle domande
precedenti, ci ha spiegato che per lei la poesia è un’esperienza molto
importante: perché scrivere poesie? Che cosa è l’esperienza poetica per lei?
Ho
iniziato a scrivere poesie per poter offrire a me stessa la possibilità di
coltivare quello sguardo sul mondo e sulle cose che nient’altro avrebbe potuto
darmi, sperando al contempo che anche il lettore che mi avesse incontrata
nell’intimo sentire di una particolare opera, potesse vivere, con me, come con
altri poeti, qualche bella esperienza.
Certo,
carmina non dant panem. In italia, chi scrive poesia, è in maggioranza rispetto a
chi la legge. Ciò è un vero peccato! Dovremo avvicinarci di più ai versi… se
dovessi dare una definizione di poesia, vi direi che essa, è un tessuto cangiante di divine rivelazioni.
Prima che sia
troppo tardi è una short story.
Perché questa scelta?
Ho
scritto una storia breve, avendo la forte convinzione che narrare bene non
debba necessariamente significare scrivere a lungo. Le short stories, poi,
potrebbero potenzialmente avvicinare chi non legge al meraviglioso mondo dei
lettori… leggere è un’esperienza che mettendo a disposizione di noi tutti
strumenti importanti, promuove la qualità della vita, facendoci crescere nel
migliore dei modi e consentendoci di sognare… i sogni, sono irrinunciabili!
Tornando
ai pregi dei racconti brevi, c’è anche quello che essi sono fruibili in ridotti
lassi di tempo come quelli di una pausa pranzo. Possiamo goderne assieme a un
caffè, o, se si preferisce, con una buona cioccolata!
Ci parli un po’ del suo racconto…
Prima
che sia troppo tardi è una storia, che seppur breve, è densa e di notevole
complessità.
Ed
ècostellata di “grandi amori”, (tutti i
protagonisti delle vicende narrate, si vogliono bene!) fa eccezione Berta,
l’orribile nonna della protagonista Viola Dell’amore: l’anziana, è una donna
spietata che non conosce sentimento… comparirà negli episodi successivi del
racconto combinandone delle belle!
In
generale, Prima che sia troppo tardi è una storia
unconventional che si pone l’intento di trasmettere valori buoni e positivi
e di combattere alcuni stereotipi fin troppo tristemente diffusi… le vicende
narrate saranno molto apprezzate da chi nella vita, ha sempre creduto che fosse
importante avere il coraggio delle proprie scelte! Come tutte le storie non
facili è anche molto dolorosa…
Maria Valentina,
quale risposta darebbe alla domanda chi sono?
Wow!
Che domandone…
Beh,
potrei dire di essere una persona semplice che, al contempo, non manca di avere
le sue significative complessità e contraddizioni…
Sono
un’amante della vita resa prigioniera soltanto dei propri limiti corporei: non deambulo. Alla sedia a rotelle va ad
aggiungersi una tetraparesi di tipo dispercettivo, che dandomi, in determinate
situazioni, un’anomala percezione dello spazio fisico complica molto il mio
quotidiano.
Ho
un carattere solare e ottimista, nonostante la vita, mi abbia riservato delle
batoste anche nelle relazioni amicali. Ma questo, capita a tutti…
Alcune
mie viscerali passioni, sono notissime fra le persone che mi conoscono come
quella per i glitters e, in generale tutto ciò che “brilla e sfavilla” e che
può essere utilizzato a scopo ornamentale o, ancora, quella per le pin ups
disegnate dai grandissimi
maestri
dell’erotismo, come Milo Manara, Roberto Baldazzini e Adriano De Vincentiis. Da
quando ho cominciato a scrivere, ho iniziato insiemead apprezzare “gli universi collaterali”
della scrittura che mi hanno avvicinato alla creazione di video e covers… a proposito di queste ultime, se
dovessi commercializzare le mie, il prezzo di vendita sarebbe tale per cui, gli
autori che avessero i propri ebooks al prezzo di novantanove centesimi,
riuscirebbero a recuperare il costo sostenuto per acquistare la copertina con
appena un paio di copie o poco più… cosi, penso dovrebbero andare le cose quando si parla di libri elettronici…
Oltre al prodotto digitale Prima che sia
troppo tardi, dove è possibile leggere altre sue opere?
L’esclusiva
web dei miei componimenti poetici è del sito Scrivere.info.
Vi
propongo la lettura di Vorrei tornare opera che nel sito Poesia nuova
(collegato a Scrivere) il giorno 25 novembre 2015, mi ha resa autore del giorno
per la quarta volta
Il
giorno prima, invece, ho ricevuto una stupenda notizia: un mio racconto breve,
Quando piangiamo d’amore, (il quale è a dir poco originale!) è entrato a far
parte, assieme alle opere degli altri partecipanti, dell’antologia dedicata al
concorso letterario Carta bianca che, per quest’anno, si è recentemente
concluso. Sono stata scelta anche con un aforisma. Il prossimo 20 dicembre, si
conosceranno i vincitori per le varie sezioni…
Vuole dirci ancora qualcosa, prima che ci
salutiamo?
Sì.
Nel ringraziarvi ancora per quest’intervista, vi saluto con quello, che fra i
miei aforismi, è un assioma esistenziale:
“Sul
provenire dal pianeta abilità diverse, per sincera profondissima convinzione,
per amore e non per masochistica perversione, vi dico “meglio a me questa
sorte” che a qualsiasi altra anima creata intorno!”.
La
mia sorte avversa, è dovuta più alle dispercezioni che caratterizzano la tetraparesi
che mi affligge che non alla sedia a rotelle… la sintomatologia dispercettiva
mi porta ad avere una molto particolare percezione dello spazio fisico intorno
per cui, le altezze della seduta da terra che per un normodotato non sarebbero
problematiche, per me diventano drammatiche… le
dispercezioni, poi… richiedono accorgimenti particolarissimi, come ad esempio
chiudere lo spazio fisico con lo schienale di poltrone o sedie… spesso, vorrei
che intorno, si capisse maggiormente che le dispercezioni che non scompaiono e
non si possono cambiare più di tanto, esigono attenzioni speciali!