venerdì 18 settembre 2015

Presentazione del libro ‘Le chiavi dell’Eden’ di Alessandro Montanaro - Alberto Zuccalà



Edizioni Città Futura di Lecce inaugura la collana Fantasy.
Venerdì 25 settembre 2015



Venerdì 25 settembre si terrà la presentazione del libro ‘Le Chiavi dell’Eden’ scritto da Alessandro Montanaro. Il volume, edito da Edizioni Città Futura di Lecce, è il primo di una trilogia che inaugura la collana Fantasy appena ideata dalla casa editrice leccese. Un progetto editoriale nuovo che intende dare spazio a un genere ritenuto da sempre appassionante poiché fonda fantasia, immaginazione, miti e soprannaturale dando vita a un tipo di letteratura affascinante che negli ultimi tempi si è sviluppato in maniera esponenziale. Con ‘Le Chiavi dell’Eden’ Edizioni Città Futura ha individuato il lavoro ideale per dare inizio a una collana editoriale che si prospetta già di notevole interesse.
Il libro si presenta come un romanzo avvincente che si snoda tra scomparse misteriose e ricerche pericolose, ambientate tra i ghiacciai di una città chiamata Eden, teatro di una vicenda che tiene il lettore con il fiato sospeso, tra atmosfere piene di suspense e verità nascoste sulla storia dell’umanità. I protagonisti si ritroveranno in una corsa contro il tempo intenti a lottare tra mille pericoli per ritrovare un tesoro prezioso: quelle ‘chiavi’ che aprono una pagina nascosta della storia della civiltà umana.
Alessandro Montanaro è nato a Lecce nel 1975. Diplomato come Perito Informatico all’I.T.I.S. “Enrico Fermi”, frequenta l’ università iscrivendosi alla facoltà di Ingegneria dei Materiali. All’ età di 22 anni decide di intraprendere una scelta del tutto diversa, quella della carriera militare. “Un modo si essere e di vivere”, così definisce il suo lavoro che lo ha portato a vivere esperienze formative in giro per l’Italia. Negli anni non ha tralasciato di curare una delle sue più grandi passioni, quella per i misteri antichi e moderni. Civiltà antiche, esistenze di vita extraterrestre e parapsicologia hanno alimentato la sua vena letteraria e dato impulso a questo suo primo romanzo. Attualmente l’autore vive in Liguria con moglie e figlia.

La presentazione del libro si terrà alle ore 19.00 presso le Officine Culturali Ergot, Piazzetta Ignazio Falconieri 1/b a  Lecce. Dialogherà con l’autore la giornalista Paola Bisconti. Ingresso libero.

Per maggiori info:
www.edizionicittafutura.com

martedì 15 settembre 2015

L'arte di Stefania Chiaraluce - alberto zuccalà





Mi presento:
Sono Stefania Chiaraluce, nata a Todi e vivo a Perugia sono cresciuta nella bottega di mio padre, pittore e scultore Giovanni Chiaraluce da Todi, e l’ amore che lui aveva per l’arte e’ riuscito a trasmetterla ai suoi figli;
Tento semplicemente di esprimere le mie Emozioni attraverso la materia ed i colori!

Stefania Chiaraluce
…

In un nome si può celare un destino.
Chiaraluce aveva in se probabilmente il segno di un destino futuro, che nel chiarore della luce avrebbe ricercato la sua essenza.
Figlia dello scultore Giovanni Chiaraluce, Stefania porta nelle vene i cromosomi inconfondibili di chi attraverso il mezzo pittorico sente di potersi esprimere al meglio.
Di estrazione sperimentale, sia nelle tematiche che nella ricerca delle tecniche, Stefania Chiaraluce si può ascrivere ad un filone di ricerca che ricorda il surrealismo figurativo di primo novecento.
I piani si scompongono, sembrano ribaltarsi, le superfici ricordano paesaggi fantastici calpestati dai personaggi di Lewis Carroll, dove i pavimenti sono scacchiere deformi, i cieli stagliati assumono i colori del deserto e dove sovente ritorna una sfera, che sia essa un sole, una luna od una palla, non è possibile
definirlo.
La luce diventa una chiave di lettura, innaturale come un vecchio filtro reflex, che fa sembrare gli scenari immensamente caldi ed assolati.
Oltre a questo filone Stefania produce opere di impronta più didascalica, di genere legate al tema della natura come con i fiori, degli scorci vissuti, come nei viottoli di borgo umbro, e nello studio cromatico come nelle tele monocrome sul blu.
A volte compare protagonista dell’insieme compositivo uno strumento, la chitarra o il violino, probabile omaggio al fratello musicista.
La sua è però un esperienza artistica complessa, la sua tecnica prescinde dal concetto di pittura intensa in senso assoluto, la sua può più correttamente essere chiamata in determinati casi, pitto-scultura.
La tecnica si piega al volere della mano, la tela si deforma e improvvisamente sembra dare alla luce forme tridimensionali.
E l’inconsueto casuale che traspare dalle opere di Stefania, lo si può perfettamente spiegare come fece Max Ernst «bello come l’incontro casuale di una macchina d cucire e di un ombrello su un tavolo operatorio...».
Poetico Di Elisa Polidori- storico dell'Arte.

mercoledì 9 settembre 2015

Piera Fumarola, la prima artista di teatro nel nostro tendone - Alberto Zuccalà







Sono nata a Martina Franca, in provincia di Taranto, nel 1970. Mi sono appassionata al teatro fin da piccola, con le commedie per ragazzi che passavano periodicamente per le scuole elementari. Da adulta ho frequentato corsi di recitazione prima in Puglia con Vito Signorile, poi a Roma con l’Accademia “Pietro Sharoff”; sono seguiti corsi di doppiaggio, scrittura teatrale, scenografia e costumi, clownerie. Tutte queste esperienze negli anni mi hanno naturalmente portata a scrivere e interpretare i miei scritti che hanno come spettatori bambini e adulti. I lavori ai quali sono molto legata sono “ Piccoli Super eroi”, “ Frozen sui trampoli” per quanto riguarda i ragazzi, e “ Una giornata perfetta”, “ Donne di passaggio” per gli adulti. L’ultimo lavoro, DONNE DI PASSAGGIO, mi sta portando molte soddisfazioni in campo artistico; per questo vorrei condividere l’evento con voi, svelando la trama:



Nell’androne del palazzo di un quartiere popolare della periferia romana , durante una riunione condominiale, si avvicendano cinque donne mature, apparentemente sole.
L’ambientazione è ai giorni nostri : ora, adesso. Queste donne di passaggio sul pianerottolo ci coinvolgeranno nel loro quotidiano con maniere affabili e confidenziali.
La signora Concetta fa da postino al figlio amministratore ed instaura un dialogo amichevole con i condomini allo scopo di intrattenerli e distrarli dal vistoso ritardo del figlio.
La signora Elsa, un tempo sarta di successo e appassionata di ballo, si prodiga in improbabili consigli di sartoria d’altri tempi. Tanti aneddoti di gioventù..ma sarà tutto vero?
La signora Bruna, la più anziana del gruppo, è una donna curiosa che gioca a Miss Marple e finisce sempre col dimenticare i suoi buoni propositi.
La signora Ninetta, la più focosa e mediterranea, si esprime in dialetto pugliese. Ha un problema imminente con la pulizia dell’appartamento della figlia scapestrata e il suo nuovo fidanzato ;dovrà affrontarlo con il pubblico, cercando la soluzione più congeniale.
La signora Anna, la portiera dello stabile, la più giovane e introversa delle cinque, sempre fuori posto e troppo indaffarata per occuparsi dei condomini. E il suo segreto..appassionante.

Il linguaggio dello spettacolo è semplice come lo sono i personaggi rappresentati ; le storie alle quali assisteremo sono ispirate a racconti realmente accaduti alle donne che mi hanno portata a scrivere e rappresentare questi monologhi comici.




Luciano De Cesaris nell'arena del Tendone - Alberto Zuccalà


Nasco a frascati il 07/08/1981. Sentì il richiamo della musica nella scuola elementare,dove nascevano già le mie prime ispirazioni,ero circondato da una musica continua,e proprio nella stessa scuola ricevetti come regalo una chitarra proprio da una maestra,la stessa che capì da subito il mio essere. Io e la chitarra eravamo come una persona e un'ombra,sempre con me e chiunque notavo con la chitarra ero subito pronto a supplicare un insegnamento. Conobbi per mia fortuna un caro e grande maestro che ancora mi aiuta,il grande Franco De Felici a frascati e castelli conosciutissimo e da lui imparai i primi giri di accordi,ad accordare lo strumento e ad ampiare l'udito,dopo di che le prime emozioni,le prime canzoni per me come primi amori che non potrò mai dimenticare. A 15 anni conosco il leader cantante di un Gruppo noto che faceva reggae e soukouss musica strettamente africana precisamente del kongo,e nell'ascoltare un concerto mi entrò dentro come un proiettile,una musica allegra nonostante la loro vita dura di guerre e di tanta fame.
Mi metto subito alla ricerca di un gruppo di me stesso e di quella musica,e a 20 anni ho formato quel sogno,un gruppo una realtà Fire Of Africa,abbiamo trascorso momenti inaspettati,scrissi lì i primi testi italiani su una musica africana,i primi arrangiamenti e i primi concerti anche in posti importanti. Africa africa una terra che non ho mai visto ma legato a lei da un'amore profondo. Molti che ci sono stati dopo aver letto qualche mio testo restano sbalorditi esclamando...sembra che ci sei stato davvero!! Il mio essere autodidatta oggi mi ha portato ad intraprendere un percorso non facilissimo,anzi vi dirò il più complesso che ho incontrato...il Cantautorato...oggi sono io a cantare,cosa che non ho mai fatto,e non mi sento un vero e proprio cantante ma sento che lo devi fare,e lo faccio!così chiuso il progetto Fire Of Africa riparto da zero assorbendo altre maturità di esperienza,il mio cambiamento verso la crescita;quella visuale che cambia radicalmente anche il nome Lucky's Lions un progetto a cui credo molto e penso che che non ci saranno altri nomi perché questo progetto dipende solo da me e da chi crede in me.


venerdì 4 settembre 2015

Federico Colaizzi e il suo universo musicale - Alberto zuccalà




Federico nasce a Roma,Italia,il 01 aprile 1986,all’età di sette anni inizia il suo approccio con la musica,iniziando a studiare la teoria musicale e la pratica con la tastiera;a dodici anni approfondisce gli studi inoltrandoli con lo studio approfondito del pentagramma e del solfeggio,fino all’età di quindici anni,quando decide di abbandonare i tasti della tastiera per prendere le metalliche corde di una vecchia chitarra Eko degli anni ’80 trovata in casa,sentendo un legame più profondo e diretto attraverso le corde.Ma non è la chitarra a dare soddisfazione in sé come oggetto di strumento ma le prime quattro corde,ricreando arpeggi e sottofondi di atmosfera che riempiano il suono.
Inizia così a suonare il basso,comprando senza esitare il suo primo jazz bass,e inizia a studiare e fare pratica da autodidatta per quasi un anno,crescendo e condividendo tra le note grezze ma aggressive di gruppi di riferimento come Nirvana,a quelle più heavy dei Metallica,Iron Maiden,Pantera ed altri gruppi della scena underground dell’ultimo ventennio,senza trascura i classici sia italiani (Lcio battisti,P.F.M.,Banco del mutuo soccorso,Nomadi,De Andrè ecc.) che stranieri (Deep Purple,Queen,ecc.),per far sì che non sia la moda del momento o terzi ad indirizzare secondo i LORO gusti musicali,ma essere se stessi imparando da TUTTA la MUSICA ed apprezzarne ogni sua forma.
Iniziano dopo un anno le prime esperienze,i primi confronti,i primi gruppi,le sale prove…e per Federico diventano una necessità irrinunciabile,sente il BISOGNO di voler fare musica,fino ai vari live in diversi club dei castelli romani(RM) e della capitale,tra i quali spicca maggiormente l’evento “FRAMMENTI”,evento estivo romano dove si esibisce e registra il suo primo live.
Volendosi perfezionare amplia le sue vedute,allargando sempre più possibile la scena musicale da poter sperimentare.Con queste vedute registra il suo PRIMO demo,che non verrà mai pucclicato a causa poco dopo la fine delle registrazioni dello scioglimento del gruppo con cui stava lavorando,volendo i vari membri intraprendere strade diverse.
Inserito nel mondo del lavoro Federico sembra risentirne il peso nel restare al passo con il resto delle sue attività e per qualche anno RALLENTA il ritmo,ritornando alle origini suonando e componendo arrangiamenti e canzoni da solo,accumulando diverso MATERIALE. Ma la passione prevale e in un momento di caduta di FORTE STRESS mentale e fisico è proprio la sua MUSICA che fa da leva a rialzarlo tra le tante cose e lo spingono ancora più forte ed aggressivo verso nuovi passi. Dopo aver ripreso sempre più fortemente i contatti con gli ARTISTI e il PANORAMA MUSICALE,Federico decide di dare un “TAGLIO NETTO” al suo stile,ripresentandosi verso un genere sempre conosciuto ma mai approfondito: il SYMPHONIC,conosciuto tramite i classici come i brani del maestro Claudio Simonetti,ex Goblin,poi divenuti Daemonia,ai moderni Dream Theater ed ai gruppi più “GHOTIK” come Nightwish,Epica,Sonata Artica.
Collabora con vari artisti e come turnista in vari proggetti,spingendo i limiti verso un CONFINE che non vuole avere mai fine.