martedì 29 marzo 2016

La scrittrice Stefania Rinciari ci conduce nel suo romanzo d’esordio "Scrivimi" - Alberto Zuccalà



 



Romana di nascita e brugherese d'adozione, la scrittrice Stefania Rinciari ha pubblicato a dicembre 2015 il suo romanzo d’esordio dal titolo "Scrivimi". 
Ecco una breve intervista che ci ha rilasciato per gli amici del Tendone.

Innanzitutto raccontaci: com’è la vita di una scrittrice?
«A patto che non mi prendiate per pazza vi dirò la verità: è una doppia vita, come quella dei supereroi! Di giorno sono una comunissima impiegata, lavoro, faccio la spesa e sbrigo le commissioni come tutti, nel tempo libero mi trasformo completamente e armata della tastiera del mio computer cerco di convertire lettere e spazi in emozioni e sentimenti».

Quando hai cominciato a scrivere?
 «La passione per la scrittura c'è sempre stata, fin da bambina quando preservavo i ricordi nel mio diario segreto. Ad un certo punto non mi bastava più raccontare la mia vita e ho deciso che avrei cominciato ad inventarne altre; così sono nati i primi racconti brevi, alcuni a tema, altri a libero sfogo. Due anni fa ho deciso che dovevo mettermi in gioco e provare a scrivere un romanzo».

E da lì è nato “Scrivimi”…
«Esatto. Vorrei precisare una cosa però: per quanto razionalmente e metodicamente si possa immaginare una storia, non credo che si possa davvero decidere di scrivere un libro. Per quanto mi riguarda cerco semplicemente di dare corpo e colore ai personaggi che affollano i miei pensieri, un modo creativo per tenere a bada "le voci" che sento. Nel mio caso poi i protagonisti assumono vita propria e la storia cambia autonomamente di pagina in pagina, non è mai prestabilita fin dal principio. Perciò dopo averli tratteggiati mi diverto ad osservarli nello svolgimento dell'azione, limitandomi a descrivere quello che vedo».

È stato difficile arrivare alla pubblicazione?
«Devo confessare: ho ricevuto le prime proposte praticamente subito. Ho terminato la stesura ad agosto e a fine settembre ho firmato il contratto, dopo aver vagliato le varie offerte che mi erano state sottoposte. Se si cerca bene e soprattutto se non ci si lascia ingolosire dall’idea di vedere il proprio libro pubblicato a tutti costi, si può arrivare a conoscere un editore serio, che sappia come fare il proprio lavoro e soprattutto che creda nelle potenzialità dello scrittore. Il mercato editoriale è complicato…».

Cosa vuoi dire?
«Voglio dire che ci sono due facce della stessa medaglia: da una parte ci sono scrittori validi ed editori seri, i primi con un grande talento ed i secondi con una grande professionalità, dall’altra parte ci sono scribacchini impettiti che non conoscono nemmeno le regole pratiche della grammatica italiana e le fabbriche editoriali senza scrupoli, che chiedono soldi in cambio della pubblicazione, disinteressandosi totalmente del contenuto di ciò che viene stampato. Il problema è che nella maggior parte dei casi gli scrittori validi si imbattono negli editori furbetti, mentre gli scribacchini riescono (non si sa bene come) ad arrivare ai grossi gruppi editoriali. Come dicevo sopra, la faccenda è complicata!».

Torniamo al libro: di cosa tratta?
«La storia è questa: Sofia è una trentenne moderna ed emancipata, vive da sola, ha un lavoro ed è completamente immersa nel mondo moderno, fatto di smartphone, social network e frenesia tecnologica. Un giorno riceve una lettera cartacea e da una sua scelta apparentemente casuale si metteranno in moto una serie di eventi che le riveleranno la vera storia della sua famiglia e la porteranno a vedere la realtà con occhi diversi».



Dove si può  acquistare il tuo libro?
Il metodo più veloce è ordinarlo presso l'editore (www.delbucchia.it), è inoltre presente sia sul sito di IBS (www.ibs.it), è a catalogo presso la Feltrinelli e comunque è prenotabile in qualsiasi libreria. Vi lascio i riferimenti:
Titolo: Scrivimi
Autore: Stefania Rinciari
Editore: Marco Del Bucchia Editore
ISBN: 9788847108127

Un’ultima domanda: perché dovremmo leggere il tuo libro?
«Per diversi motivi. Primo perché è una bella storia, di quelle che per qualche ora ti fanno dimenticare i problemi quotidiani, secondo perché la narrazione è un pretesto per condurre verso una riflessione più profonda sui nostri giorni e su quelle cose che diamo per scontate senza nemmeno accorgercene, terzo perché ogni lettore dovrebbe dare almeno una possibilità ad uno scrittore emergente e magari un giorno potrà vantarsi di aver scoperto un nuovo talento in tempi davvero non sospetti!».




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