giovedì 14 gennaio 2016

Il secondo romanzo di Silvano Dragonieri “A Berlino che giorno è” - Alberto Zuccalà






Ciao Silvano, ti ritroviamo col tuo secondo romanzo, nuovamente ambientato negli anni ottanta dello scorso secolo. Come mai questa predilezione?

Per me gli anni 80 rappresentano il periodo della fanciullezza, dato che sono un classe 1979. Pertanto tutti i miei ricordi sono rivestiti da una patina di “dolcezza” che li rende bellissimi. Riscoprire quel decennio con gli occhi dell’adulto è stata una cosa per me incredibile.

Come mai Berlino e perché proprio il 1988? Cosa ti affascina della capitale tedesca?

Ho visitato Berlino diverse volte. Dalla caduta del muro 26 anni fa la città è cambiata completamente quasi a volersi liberare in fretta e furia di un abito sgradito. Mi sarebbe piaciuto molto visitarla nel periodo in cui era divisa ma data la mia età l’ho potuto fare solo virtualmente tramite letture, foto e visione di filmati. Ho deciso dunque di  far compiere ai miei personaggi del libro questo viaggio nella città divisa. Ho scelto il 1988 perché è l’anno prima della caduta, quindi un’epoca spartiacque in cui tutto sta per cambiare ma è ancora come un tempo. 


Anche in “A Berlino che giorno è” – come in “Silvia lo sai” – abbiamo a che fare con amicizia, amore e  calcio. Cosa rappresenta per te questo trinomio?

Semplicemente per me rappresenta il meglio della vita, aggiungendo ovviamente la buona salute, un lavoro che ti faccia vivere dignitosamente, e.. un buon libro accompagnato da una birra artigianale!

Devolverai nuovamente in beneficenza i proventi dei diritti d’autore che ti spettano?

Certamente. Questa volta devolverò i miei diritti d’autore alla ONLUS AMICI DI STEFANO COSTANTINO (www.amicidistefano.com).


Hai già in mente la trama di un nuovo romanzo?

La mia idea è quella (lo so, abbastanza scontata) di fare una sorta di trilogia degli anni 80. Con Silvia lo sai ho esplorato la metà degli 80s, con A Berlino la parte finale. Manca dunque la prima parte degli anni 80. Sarebbe delittuoso non colmare questo buco!

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