sabato 26 maggio 2012

Il Teatro degli (E)rrori – Paolo Cos



Caro Pierpaolo Capovilla,
ero al concerto della tua band sabato 19 Maggio a L’Aquila. Ti dico la verità, non vi avevo mai ascoltato, però non chiudo la porta alle nuove realtà musicali, soprattutto a quelle “Made in Italy”. Così, con spirito di novità, ho partecipato alla vostra esibizione. Alcuni arrangiamenti musicali mi sono piaciuti, altri un po’ meno, ma si sa, i gusti sono gusti. Ho prestato attenzione alle parole dei tuoi testi, quelle più che un gusto soggettivo dovrebbero portare un messaggio univoco per tutti. Proprio come dici tu in un’intervista “la musica deve arricchire e far riflettere”. E allora riflettevo su quel momento in cui, tra un pezzo e l’altro, hai speso delle parole belle e sincere per manifestare il tuo rammarico per la morte di un operaio straniero venuto in Italia per lavorare onestamente e disonestamente ucciso in nome di una violenza che non trova un senso. Hai concluso il discorso dicendo “Ci troviamo in un momento storico di decadimento culturale in cui si sono persi i veri valori, uno fra tutti si è perso, il valore della vita!”. Hai proprio ragione caro mio. Poi hai ripreso a cantare e ti ho sentito urlare frasi strane, un po’ contraddittorie a dir la verità… “Uno di questi giorni la farò finita pure io”… Mah… sarà un errore… non voglio credere che chi invita al recupero del valore della vita poi esprima con naturalezza un bisogno così innaturale come quello di uccidersi…sarà stato sicuramente un paradosso che hai voluto sottolineare. Come sarà stato sicuramente ironico sentire dalla tua bocca “L’interminabile solitudine del sentirsi soli a volte gioca brutti scherzi, un giorno credi vada tutto bene e l’indomani vorresti ucciderti”. Ma tu non sei solo Pierpaolo! C’è tanta gente venuta ad ascoltarti, venuta qui a cantare con te! C’è chi beve, c’è chi fuma, c’è chi urla, c’è chi balla, c’è chi poga, c’è chi passa, c’è chi è fermo e chi non sta mai fermo, c’è chi chiede, c’è chi parla, e poi c’è chi ascolta, c’è chi si sente libero e chi si sente meno libero. E tu Pierpaolo? Ti senti libero? “Evviva sono libero, ho la libertà della mente, adesso posso bere quanto cazzo mi pare!” Evviva Pierpà! Se tu ti senti libero perché bevi quanto cazzo ti pare, anche io mi voglio sentire libero così! Che bello…tu sì che hai capito tutto Pierpà! Tu che sei così intellettuale…tu che sei così libero… per te morire oggi o domani non fa’ differenza!
Sai Pierpà…forse però non sono così libero e intelligente come te… mi sa che io preferisco vivere oggi e pure domani. 
Mi sa proprio che non sono degno di essere un tuo fan.
Viva la vita Pierpà!
Un abbraccio
Un tuo NON-fan

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